Dall’analisi del Piano Ambientale dei Colli Euganei, dalla lettura di alcuni elaborati riguardanti l’area presa in esame, in base all’articolo 34 comma 12 delle Norme di Attuazione del Piano Ambientale per la zona dei Colli Euganei relativo al Progetto Percorsi:
" 12. Il Progetto Percorsi specifica le azioni e gli interventi concernenti l’accessibilità e la percorribilità del Parco, per attuare le strategie di organizzazione della fruizione delineate all’articolo 28, tenendo conto dei più ampi circuiti di fruizione del contesto territoriale, quali quelli concernenti il sistema delle ville venete, il sistema lagunare e quello dei Colli Berici e individuando i soggetti coinvolti e le risorse attivabili, nonchè le più opportune forme di cooperazione (per quanto concerne le vie d’acqua, i Consorzi di Bonifica e il Magistrato delle acque, e, per quanto concerne gli interventi sulla viabilità, i rispettivi Enti di competenza). Il Progetto contiene:
e in base all’art. 28:
" Capo V Turismo e fruizione de1 Parco.
Artico1o 28 Aree, attrezzature e percorsi per il turismo e la fruizione.
1.(I) Il P.A. prevede un insieme organico di interventi di competenza di più soggetti istituzionali per la sistemazione delle infrastrutture e la dotazione di attrezzature lungo una rete di percorsi di prioritario interesse turistico, connessi con i centri maggiori e con le attrezzature turistiche, ricettive e per la fruizione culturale. Essa comprende i seguenti elementi, identificati nella tavola 1:20.000 C2:
2.(I) Gli interventi per la realizzazione della rete di cui al comma 1 devono seguire le seguenti modalità:
3.(I) Oltre alla rete principale sopra definita, l’Ente Parco promuove la realizzazione di reticoli locali di percorsi più circoscritti, comprensivi di sentieri escursionistici, sentieri naturalistici, sentieri didattici, piste ciclabili minori, utilizzando prevalentemente tracciati esistenti e senza allargamenti per sezioni utili maggiori di 150 cm., con piccole aree di sosta, da definire negli itinerari nell’ambito di progetti locali, concertati con le amministrazioni, anche in relazione alla valorizzazione di iniziative locali pubbliche o private (attività agrituristiche, maneggi, etc), di specifici interventi di riuso dei beni culturali o di attività didattiche e specialistiche. E’ prioritario per l’Ente Parco, in tale ambito, il coinvolgimento fattivo delle aziende agricole e agrituristiche.
4.(I) Lungo i percorsi turistici il Progetto percorsi può prevedere altresì la realizzazione di ridotte attrezzature presso i "belvedere" in punti particolarmente panoramici, nonché di rifugi o punti tappa, che non. comportino nuove costruzioni salvo che per modesti ampliamenti, ove strettamente necessario ed entro i 100 mq. di superficie coperta complessiva, nei siti segnalati nella tavola 1:20000, sia negli eventuali diversi siti dallo stesso Progetto individuati adeguatamente inseriti nella morfologia dei luoghi e nella trama del paesaggio agrario o della macchia boscata, ricorrendo ove possibile a riusi o ampliamenti di edifici o strutture preesistenti.
5.(I) Nell’ambito dell’apposito Regolamento l’Ente definisce le modalità di gestione dei flussi di visitatori, in relazione alla realizzazione del sistema di trasporto pubblico, delle infrastrutture per l’interscambio e delle altre attrezzature per la fruibilità del Parco, tenendo conto dei rischi di congestione e di sovraccarico ambientale. In particolare sono definite le misure di limitazione del traffico motorizzato privato, da attivare, nei giorni di maggior afflusso o in concomitanza con attività che possono generare una forte affluenza, sugli itinerari più frequentati, con particolare riferimento ai tratti espressamente individuati nella tavola 1:20.000.
6.(I) Al fine di qualificare, diversificare e potenziare l’offerta ricettiva per i turisti e i visitatori del Parco, sono consentiti nelle zone agricole (PR e PA) i seguenti tipi di attrezzature da individuare in sede di adeguamento dello strumento urbanistico, nei termini e nei limiti sotto indicati:
7.(I) Le localizzazioni delle aree attrezzate per lo sport, contenute nella tavola di piano, sono da precisare negli strumenti urbanistici locali, nel quadro della riorganizzazione complessiva delle aree libere interessate e tenendo conto della distinzione tra quelle adatte ad ospitare strutture anche rilevanti e quelle che sono da mantenere prevalentemente non costruite, con campi di gioco che non comportino la realizzazione di recinzioni o di infrastrutture tali da incidere sulla fruibilità del verde e dei varchi visuali. Oltre alle attrezzature per lo sport e la ricreazione nelle zone (UC), e consentito l’insediamento di attrezzature leggere per il tempo libero e il turismo giornaliero nelle aree agricole indicate nella tavola di piano con specifica destinazione d’uso nell’ambito delle aree Z a destinazione speciale, realizzate e gestite da operatori pubblici o privati, anche nell’ambito di convenzioni con l’Ente, purché i servizi al coperto siano contenuti entro un massimo di 800 mc. e purché non necessitino di particolari attrezzature o particolari recinzioni per le parti da destinare alle pratiche sportive.
8.(I) Per le aree attrezzate per lo sport e il tempo libero preesistenti in localizzazioni diverse da quelle di cui al comma precedente, sono ammessi interventi di manutenzione e recupero e ristrutturazione con ampliamenti non superiori al 20 % delle parti costruite e degli impianti, purché gli strumenti urbanistici prevedano, contestualmente alle opere richieste, adeguati interventi per:
9.(I) L’Ente promuove la realizzazione di attrezzature espositive e l’attivazione di servizi per la visita dei centri storici, i musei, le ville e le altre mete di interesse colturale, comprensive di aree di sosta e di accoglienza, con interventi diretti o con forme di accordo con privati realizzatori o gestori, che mantengano la disponibilità al pubblico delle attrezzature in oggetto, con modalità e tempi da precisare, in rapporto al Regolamento e ai Progetti tematici di cui al titolo IV."
abbiamo elaborato le seguenti considerazioni.
Il piano si propone di realizzare alcuni progetti al fine di migliorare l’assetto dell’area, il suo mantenimento, e il recupero di tutte quelle zone in stato di degrado.
Oltre alla salvaguardia contro eventuali pericoli, quali, la speculazione edilizia, le cave, e molti altri, il piano si batte per la realizzazione di un Parco in grado di fornire al visitatore delle finalità culturali, che lo rendano un vero e proprio luogo di cultura e non soltanto il verde sostitutivo a quello mancante nelle città, un’idea diffusasi negli ultimi tempi.
Partendo da questo presupposto le proposte si rivolgono particolarmente nella direzione dello smaltimento dell'afflusso di visitatori, che si concentrano all’interno del parco durante i fine settimana, e che, oltre ad influire negativamente sulla circolazione viaria, finiscono in oltre con il rendere impraticabili i luoghi assaltati, al termine della giornata.
La struttura del piano prevede lo smaltimento del fenomeno qui esposto attraverso delle strutture capaci di attirare e fermare il visitatore facendolo passare attraverso degli stadi, che lo obblighino ad un afflusso lento all’area del parco. Queste strutture con funzione di barriera, avrebbero caratteristica culturale e quindi potrebbero attirare l’interesse non solo delle scuole, ma anche di tutti coloro che si trovassero in quest’area per usufruire delle cure termali.
Tali punti costituiscono un riferimento chiaro nell’analisi dei progetti finali che il piano propone, non sembrano, fino a questo momento, aver prodotto grandi risultati
Se si analizzano i bilanci, dei primi otto mesi dell’anno 2000, redatti dall’Ente Parco Colli in relazione alle diverse tipologie di visite all’interno del piano, appare evidente un maggiore afflusso proviene dalle strutture scolastiche medie e superiori.
"
SERVIZIO VISITE GUIDATE
Relazione Quadrimestrale
Gennaio – Aprile 2000
Turismo & Cultura in questi quattro mesi ha svolto le seguenti attività:
Ci sono più di 1.300 contatti telefonici per informazioni, richieste di consulenza e soprattutto prenotazioni di visite guidate, lezioni tematiche e laboratori didattici promosse dal Parco Regionale dei Colli Euganei in collaborazione con Turismo & Cultura.
Molte scuole e gruppi provenienti da altre regioni d’Italia (Emilia Romagna, Sardegna, Piemonte, Lombardia) hanno usufruito delle attività proposte esprimendo il desiderio di approfondire la conoscenza delle varie tematiche ambientali e storiche di questo territorio.
Gli animatori culturali e ambientali che hanno operato in questo periodo sono in totale 33 (si veda Allegato 1). Le visite guidate e le attività didattiche sono state distribuite tenendo conto delle richieste specifiche da parte dell’utenza, delle competenze e dell’esperienza dei singoli operatori.
La cooperativa turismo & Cultura ha completato la promozione nelle scuole e nei Comuni coinvolgendo associazioni culturali ed enti locali.
Il lavoro di consulenza e di progettazione, in collaborazione con gli insegnanti, ha permesso di realizzare articolati progetti didattici finalizzati alla conoscenza sempre più approfondita del territorio dei Colli Euganei.
PROGETTI:
Le tradizioni popolari legate alla danza, al gioco e al canto (progetto annuale)
L’acqua essenza di vita: natura, storia ed economia (progetto annuale)
I Colli Euganei: archeologia, storia, arte, geologia, flora e fauna (progetto biennale)
Fiumi e canali, aspetti naturalistici, storici, socio-economici (progetto annuale)
La geologia dei Colli Euganei (progetto annuale)
Gli animali del bosco: la civetta, il riccio e la volpe (progetto annuale)
I suddetti progetti si sono articolati in diversi incontri:
(si veda Allegato 1)
In base all’art. 8 punto 2 del contratto si presenta in allegato l’elenco aggiornato dei prestatori di servizio. L’elenco è stato modificato ed ampliato in seguito a nuove richieste di collaborazione e alle nuove richieste da parte delle scuole e dei gruppi.
In base all’art. 8 punto 4 del contratto Turismo & Cultura ha organizzato e diretto un corso per i prestatori di servizio di contenuto approvato dall’Ente Parco.
Il corso, articolato in 9 giornate, si è proposto di approfondire e sviluppare le tematiche connesse alla gestione dei beni culturali e ambientali del territorio dei Colli Euganei . la conoscenza delle varie risorse è stata effettuata direttamente sul campo attraverso visite guidate a Musei ed edifici storici e ad escursioni lungo i sentieri dei Colli. Sulla base dell’esperienza dell’anno scorso si sono individuati gli itinerari didattici più richiesti dall’utenza e si sono approfondite alcune tematiche nuove per una migliore valorizzazione del territorio. (si veda Allegato 3).
Gli interventi del 11 Gennaio 2000 al 30 Aprile 2000 sono 247 per un totale di 8.177 persone di cui 7555 visitatori e 562 accompagnatori.
Provenienza delle scuole:
Tipo di scuola/gruppo:
Tipi di intervento:
Domeniche al Parco.
Anche quest’anno l’iniziativa delle Domeniche al parco si è conclusa con grande successo. Le escursioni organizzate dal gruppo Gecrad Nuova Magrini Galilei di Battaglia terme e dalla Proloco di Montemerlo hanno avuto un’affluenza notevole arrivando a più di duecento partecipanti che hanno scelto di trascorrere la domenica mattina lungo i sentieri dei colli Euganei a contatto con la natura.
Campus Estivi.
Anche quest’anno sono in via di organizzazione campus estivi e soggiorni per ragazzi dai 6 ai 14 anni presso l’Ostello di Monselice nei periodi 09/15 Luglio – 16/22 Luglio 2000.
Sono previste escursioni e passeggiate alla scoperta dell’ambiente euganeo.
Molti sono stati i riscontri positivi da parte delle scuole e dei gruppi sulla qualità, consulenza e organizzazione del servizio.
Gli insegnamenti delle scuole del parco Regionale dei Colli Euganei hanno appreso con grande amarezza la revoca della gratuità degli interventi per l’anno 2000. Questa agevolazione avrebbe permesso loro di approfondire la programmazione didattica in modo più corretto ed idoneo con il supporto di esperti qualificati."
"
SERVIZIO VISITE GUIDATE
Relazione Quadrimestrale
Maggio – Agosto 2000
Turismo & Cultura in questi quattro mesi ha svolto le seguenti attività:
I contatti telefonici sono stati numerosi anche in questi quattro mesi; la segreteria è stata impegnata a garantire le visite guidate, le lezioni tematiche di approfondimento e i laboratori didattici prenotati da scuole e gruppi.
Su richiesta specifica di molti insegnanti si è provveduto alla stesura di programmi di educazione ambientale da effettuarsi nell’anno scolastico 2000/2001. I progetti didattici articolati in più interventi permettono di approfondire e valorizzare alcune tematiche in modo più efficace.
Gli Animatori Culturali e Ambientali che hanno operato in questo periodo sono in totale 36 (si veda Allegato 1). Le visite guidate e le attività didattiche sono state distribuite tenendo conto delle richieste da parte dell’utenza, delle competenze e dell’esperienza dei singoli operatori.
(si veda Allegato 1)
Gli interventi del 2 Maggio 2000 al 27 Luglio 2000 sono 179 per un totale di 6.026 persone di cui 5414 visitatori e 612 accompagnatori.
Provenienza delle scuole:
Tipo di scuola/gruppo:
Tipi di intervento:
Campus Estivi.
Dal 9 Luglio 2000 è stato organizzato un soggiorno di educazione ambientale per ragazzi dai 16 ai 14 anni nel territorio del parco Regionale dei Colli Euganei. Durante il campus estivo, a cui hanno partecipato 20 bambini, si sono realizzate molte attività basate sull’osservazione dirette, sulla ricerca e sulla sperimentazione dei fenomeni naturali attraverso visite guidate, escursioni e laboratori manuali
Manifestazioni "Gli studenti ci guidano".
A conclusione dell’Anno Scolastico 1999-2000, così ricco di attività didattiche, di collaborazioni e progetti, Sabato 10 Giugno 2000 è stata organizzata presso il Castello di S. Martino della Vaneza a Cervarese S. Croce la manifestazione "Gli studenti ci guidano", percorsi didattici in libertà: plastici, disegni, mappe e visite guidate a cura degli alunni delle Scuole Elementari "Manzoni" e "Petrarca" di Solesino, "Naccari" di Arquà Petrarca e "Vittorio Emanuele II" di Monselice.
Il progetto ha interessato l’entusiasta adesione di studenti ed insegnanti che hanno avuto l’opportunità di far conoscere all’esterno gli interessanti lavori di educazione ambientale durante l’anno scolastico."
Questo dato, dopo la lettura degli stessi bilanci, sembra essere l’ennesima conferma di un uso poco culturale che il visitatore sta facendo del Parco; struttura questa non ancora probabilmente in grado di sensibilizzare adeguatamente sia le popolazioni residenti, sia coloro che sono di passaggio.
La struttura dei progetti che il Parco propone prevede il potenziamento di una serie di sentieri adatti alla valorizzazione gli elementi infrastrutturali, urbanistici, architettonici, e naturalistici.
Questo aspetto, viene trattato dal Piano Ambientale come fine a se stesso, e non come un progetto coinvolgente secondo noi più aspetti del Parco, che adeguatamente valorizzati, costituirebbero un valido sistema di intersezione con gli altri progetti e altre problematiche.
Infatti implicherebbe il problema delle infrastrutture, non sempre sufficienti all’afflusso dei visitatori, specialmente alla domenica.
Unirebbe a se anche la struttura delle porte del parco che avrebbero il compito di costituire punti d’entrata, attrezzati con parcheggi, centri d’informazione e altre strutture idonee al miglioramento del servizio da fornire ai visitatori.
Ulteriormente i progetti relativi alle ville, ai musei e agli agriturismi, anch’esse strutture che se opportunamente potenziate, pubblicizzate (da parte degli enti pubblici) e dotate di impianti infrastrutturali idonei al raggiungimento, sia in auto, che attraverso sentieri, accrescerebbero la confluenza dei visitatori, portando vantaggi anche economici.
Parallelamente si troverebbe un punto di unione anche con le strutture architettonicamente e urbanisticamente rilevanti, identificabili in particolari centri storici e tipologie rurali significative.
I progetti animazione ed educazione al parco, subirebbero integrazioni provenienti dai progetti boschi, flora e fauna, consentendo così una più attenta analisi della struttura anche da parte dei visitatori.
Un progetto come quello relativo ai percorsi, quindi se ben strutturato, ridurrebbe il pericolo dell’eccessivo afflusso di visitatori, e modificherebbe positivamente l’impianto economico dell’area stessa e delle aree ad essa adiacenti, utilizzando come punto cardine il coinvolgimento della popolazione residente, attraverso la valorizzazione del territorio con un progetto turistico, capace di sensibilizzare l’opinione pubblica relativamente a questi argomenti.
In questo contesto, si introdurrebbero iniziative particolari. Ad esempio relative alla valorizzazione di specie vegetali pregevoli, per la tipologia o per l’età; relative al Parco Letterario, rappresentante una realtà, che adeguatamente strutturata apporterebbe ulteriore prestigio alla zona, consentendo arricchimento culturale e allo stesso tempo anche economico.
L’ipotesi della realizzazione di un Parco Letterario coinvolgerebbe la maggior parte dell’area dei Colli, attraverso le opere Alfieri, Bayron, Charles De Brosses, Bassani, Carducci, Chateaubiand, Fogazzaro, Foscolo, Giusti, Petrarca, Widmann, Montaigne, Monti, Ruzzante, Scabia, Shelley, Sthendal, Tommaseo che hanno descritto i luoghi più o meno all’interno del Parco.
All’interno del Piano Ambientale sono esplicitati vari progetti che fungono da iniziative singole e che con il passare del tempo sono rimaste isolate, faticando ad unificarsi con gli altri progetti come sopra esposto.
Partendo dalla struttura dell’Ente Parco e puntando soprattutto sull’aspetto culturale, il Parco Letterario, potrebbe costituire quindi un valido mordente all’unificazione dei progetti contenuti nel Piano Ambientale.
Analizzando le retroazioni del Progetto Percorsi con il Piano e le normative ad esso applicate, possiamo riscontrare diverse imprecisioni e incompletezze all’interno dei documenti, più precisamente sono però riscontrabili all’interno della cartografia e della documentazione scritta ad essa relativa. Il Piano Ambientale suddivide il territorio del parco in:
zone di riserva naturale RN , zone di protezione agro-silvo-pastorali PR, zone di promozione agricola PA e zone di urbanizzazione controllata UC.
Al fine dell'analisi dei percorsi e della tutale del territorio, l’aspetto di cui si deve più tener conto è la presenza all’interno dell’area coinvolta da sentieri, di sistemi di zone RN.
Quest’ultime si suddividono ulteriormente in altre due sottozone: di riserva integrale, RNI, e di riserva orientata, RNO.
Ai fini dell’analisi dei percorsi è importante tenere in considerazione quelle aree in cui vige la riserva integrale.
A questo proposito il primo problema che si manifesta è quello dell’impossibilità localizzativa di tali zone all’interno della cartografia sia generale che specifica.
Tutto ciò non consente di sapere con precisione, per la mancanza di strumenti informativi adeguati, in quale luogo queste aree siano posizionate, anche se in modo approssimativo, si potrebbe fare coincidere tali zone alle propaggini collinari, che vanno estendendosi alle zone più impervie. Questo è però solo intuitivo, non essendo realmente conoscibile.
È ancora interessante da osservare l’analisi di alcuni percorsi, così come proposti al pubblico dall’Ente Parco, attraverso idonei opuscoli.
Lo sviluppo di tali itinerari, molto articolati e interessanti per gli ambiti di interesse, non sembrano essere adeguatamente sviluppati, sotto l’aspetto sopra citato di "riserva integrale".
Alcuni percorsi, sembrano insinuarsi all’interno di zone nelle quali dovrebbe vigere la protezione assoluta, e non garantiscono al turista la perfetta sicurezza delle aree da visitare; questo aspetto si evidenzia, in quanto non è possibile capire quale sarà il percorso del sentiero e se questo dovrà attraversare eventualmente delle proprietà private.
Le mappe dei percorsi, benché siano molto dettagliate, a nostro parere non sembrano dare indicazioni riguardanti quanto appena citato, benché esse siano strutturate in modo molto esauriente per quanto riguarda le descrizioni, e i luoghi di visita.
Dall’analisi di questi opuscoli, appaiono dunque alcune carenza dal punto di vista informativo.
Non è da sminuire di importanza anche un altro aspetto collegato a quello appena citato: il fatto cioè che all’interno dei singoli Comuni non appaiano in nessun modo indicazioni, neppure di tipo stradale, che indichino la partenza da quel comune di un dato sentiero, oppure altre informazioni relative alla questione.
Distanziandoci da questi aspetti e analizzando più a fondo il Piano, ci troviamo in presenza di zone di tipo RNI, e quindi soggette a un regime di tutela assoluta:
"gli obiettivi consistono nella conservazione integrale dell'assetto naturalistico e delle sue dinamiche evolutive, con l'eliminazione o la riduzione di ogni interferenza antropica in grado di minacciarle.
Gli indirizzi gestionali sono essenzialmente orientati alla salvaguardia ed al mantenimento degli equilibri biologici ed ambientali in atto, con la prevenzione e l'eliminazione dei fattori di disturbo esterni ed interni. La fruizione degli ambiti interessati ha carattere esclusivamente naturalistico, scientifico, didattico e culturale.".
La normativa, impone, in modo analogo al Piano, il divieto nei confronti di qualsiasi attività provocante distruzione, danneggiamento o compromissione dello stato dei monumenti stessi, e ammette unicamente quegli interventi finalizzati alla manutenzione delle risorse e delle attività di studio e di ricerca scientifica.
Aspetto significativo sul quale sembra opportuno riflettere è l’esistente incongruenza fra la modalità attraverso la quale il Piano Ambientale classifica le zone RNI e il modo in cui la normativa considera tali aree.
Il Piano Ambientale distingue le zone in RNI ed RNO; il fatto che queste vengano escluse da qualsiasi attività di tipo lesivo, non evita però la possibilità di fruizione nel caso in cui le attività siano di tipo scientifico, informativo, culturale.
Tale suddivisione si giustifica in modo molto sommario attraverso le analisi valutative di tipo naturalistico, che però non forniscono informazioni precise al riguardo.
La contrapposizione nasce così proprio nel momento in cui avviene il confronto delle argomentazioni con la normativa, e con lo stesso significato che viene convenzionalmente attribuito al termine "riserva integrale".
La normativa esplicita appunto, che in tali zone di riserva INTEGRALE non si possa consentire alcun tipo di attività, in quanto zone particolarmente significative per il patrimonio che in esse è contenuto. L’Ente Parco però attraverso gli opuscoli, inserisce percorsi e itinerari, in tali aree, mettendo in questo modo a repentaglio quanto apparentemente meriterebbe protezione.
A questo punto possiamo arrivare ad affermare con una certa precisione, che tutela e protezione integrale, mal si associano al turismo e alla risposta turistica che il piano esplica al suo interno.
È invece auspicabile al fine della realizzazione in concreto degli obiettivi, che questi due argomenti vengano trattate distintamente e in modo adeguato.
Dalla relazione emerge anche la convinzione che l’area del parco sia relativamente estesa e notevolmente ricca di strutture ambientali, paesistiche architettoniche, di inestimabile valore.
Non si comprende però, se questo viene affermato, per quale motivo l’area sottoposta a tutela sia solo lo 0.3% dell’intera superficie totale occupata. Certamente esiste una complessità molto ampia, strettamente legata alla morfologia agricola, alla base economica, ma non adeguatamente giustificata dalla lettura delle pagine del Piano Ambientale.
Si può ancora aggiungere che le proposte di intervento mosse dal PA, apparentemente concentrate a favore di pochi grandi progetti, non sembrano considerare altre realtà, altrettanto importanti solo parzialmente visibili dai turisti, se non nel momento della stesura degli opuscoli relativi ai percorsi. Quest’ultimi mettono in evidenza realtà architettoniche e naturalistiche che spesso il piano al suo interno non cita, e che se opportunamente valorizzate a nostro avviso potrebbero costituire un ulteriore supporto economico.
In ultima istanza è da citare la fruizione del parco durante le ore notturne: in questa occasione si pone l’accento principalmente sulla necessità di creare una struttura di controllo o eventualmente di potenziare quella esistente, rendendo possibile un’efficace contrasto di fenomeni in costante aumento quali l’accensione di fuochi, il vandalismo e l’uso incontrollato del territorio.
Hosted by : Eulogika Software House per Vicenza e Padova