26 Aprile 2000
STUDIO SULLA FUSIONE DEI COMUNI DI ABANO TERME E MONTEGROTTO TERME
Dallintervista fatta al responsabile della biblioteca di Abano, Paolo Ghedina, contattato su indicazione del giornalista della redazione del Mattino di Padova, per approfondire il tema della fusione, nel tentativo di avere un quadro più generale della questione, abbiamo potuto ancora una volta ascoltare levoluzione della vicenda storica dei due comuni, che fin dallepoca romana sono stati due realtà di terme policentriche, nel senso che fin dallorigine non hanno mai avuto una distribuzione unitaria, ma hanno sempre occupato unarea piuttosto vasta, comprendente molte zone, fra cui quella del Montirone facente capo ad Abano e quella di Montegrotto tipicamente non residenziale.
La distinzione dei due paesi, avviene in epoca medievale, con lincapacità di individuare due comuni, ma una serie di aree per lo più di campagna, che si rifacevano a feudi tra loro distinti.
Nel periodo a cavallo tra il 1800 e il 1900, Montegrotto faceva parte del comune di Battaglia terme, questo fatto era la diretta conseguenza che leconomia di Montegrotto diversamente da quanto accadeva per Abano che già aveva sviluppato lattività termale, era basata sulle cave.
Non a caso proprio a Montegrotto, si trovava una delle tante cave di trachite che in quel periodo sorgevano un po dappertutto anche come diretta conseguenza dello sviluppo del sistema ferroviario.
A partire del 1929, Montegrotto propose, una sua autonomia, cercando di svincolarsi dal rapporto con Battaglia, ancora troppo legata al sistema delle cave e al trasporto su fiume, ormai sorpassato dalla venuta della ferrovia.
Così, attraverso il referendum ottenne lautonomia e lentrata a pieno ritmo nellindustria termoalberghiera.
Da qui il suo sviluppo nel tempo che la ha portata ad essere al pari della sua rivale Abano, senza però mai consentirle di raggiungerla dal punto di vista del prestigio e delle fama.
Ancora una volta dallintervista sono emerse le distinzioni fra le due zone, prima su tutte un sistema alberghiero che vede larea di Montegrotto perché nata dopo, caratterizzata da una maggiore ricerca estetica, espressa per lo più nella costruzione di alberghi, nei quali si dava ampio spazio alla ricerca del verde con la realizzazione di grosse costruzioni circondati da lussureggianti parchi, dallaltra Abano ancora legata ad un sistema di alberghi, per lo più posti in zona centrale e relativamente sprovvisti di verde
In ogni caso il problema sembra nasca dallincapacità di riuscire a mettere daccordo per primi soggetti che in realtà sono già coinvolti, quali per esempio gli stessi dipendenti comunali.
Lopinione del nostro intervistato è quella appunto che lincapacità di mettere concretamente in atto lopera debba essere fatta risalire alla paura di molti di perdere il proprio posto ed eventualmente, questo soprattutto per Montegrotto di ritrovarsi semplici dipendenti, privati del potere e delle cariche precedentemente occupate.
A questo si aggiunge il blocco da parte di alcuni alberghi, che con il tempo hanno sviluppato una propria nicchia economica del tutto indipendente, consentendogli di essere competitivi a livello locale e contrastando decisamente la visione di altri che invece si sentirebbero molto più protetti anche a livello di apertura verso nuovi mercati, perché rappresentati da associazioni di categoria, spingendo in questo senso per le realizzazione di ununica gestione alberghiera.
A farla da padroni poi nella questione si sommano i vari partiti politici, che facenti capo a diverse correnti spingono, chi per le fusione tutta e subito, chi per la sola gestione in comune dei servizi ed eventualmente più avanti per la fusione e chi, vedi la Lega, per la totale autonomia, facendo leva sulla sensibilità campanilistica.
Per quanto riguarda le attuali collaborazioni in atto, sono state menzionate quelle di alcuni circoli culturali, per esempioGli Amici dei Musei, Lazienda di promozione turistica, quella dellambito della culturale che ogni anno promuove la Stagione Musicale e il Centro per linfanzia.
Per ulteriori informazioni, aspettiamo lelaborato che lo stesso Ghedina, aveva preparato in collaborazione con giuristi ed esperti e che a suo tempo aveva presentato in provincia in occasione di una riunione relativa la tema della fusione.
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