5 Febraio 1999


Montegrotto. Le reazioni politiche sulla richiesta di referendum

“Pillon, ora basta diktat”

Sulla fusione scettico anche l’Ulivo locale

Montegrotto


Il sindaco di Abano Cesare Pillon li ha definiti « nani della politica locale ». Chiaro il riferimento agli oppositori della fusione fra i due Comuni termali. Non fa nomi, ma è facile intuire che il principale bersaglio è il raggruppamento di maggioranza « Terme e Progresso » di Carmine Diaferio. Gli ex-socialisti, infatti, sono da sempre contrari alle « Grandi Terme » e non lo hanno mai nascosto. Il diretto interessato, però, non si scompone: « Non ribatto a definizioni del genere. Proponiamo prima la co-gestione di alcuni servizi e poi l’analisi dei risultati. Se saranno soddisfacenti, si potrà discutere sui passi successivi. Ma in questo senso, finora, non s’è fatto nulla. È allora, che ne sappiamo sulla reale convenienza di un unico Comune? Per ora, un bel niente ». Ma chi lo vuole a tutti i costi, questo « abbraccio »? Diaferio punta l’indice contro i Ds locali e regionali: « Pretendono che tutti accettino senza discutere le loro decisioni. Insomma, che si accodino. Ma a Montegrotto la maggioranza dei cittadini e le categorie produttive sono nettamente contrarie. Lo so per certo perché con la gente ci parlo. Altri che se ne stanno chiusi nel palazzo, probabilmente no ». Che alluda a quello di fronte a Piazza Caduti, ad Abano? Diaferio quindi conclude: « L’unione non ha mai fatto parte del programma elettorale della coalizione di governo ». « Sono contrario a politicizzare un tema del genere – interviene il presidente del locale circolo di An Daniele Costantini – Sarebbe pura demagogia. I sampietrini debbono esprimersi secondo coscienza. Rilevo comunque che questo progetto ha l’appoggio, in Regione, di quasi tutte le forze politiche. Se ora la giunta di Montegrotto fa marcia indietro, ne dovrà rispondere soprattutto ai suoi referenti a Venezia ». Infine, Angelo Roetta (consigliere di Forza Italia) commenta: « Alla fine si sono resi conto che era un’operazione controproducente che andava contro la volontà della popolazione. L’Amministrazione è decisa a tornare sui suoi passi? Allora lo faccia fino in fondo, con un documento ufficiale che possa essere recepito dalla Regione. In quanto a Pillon e ai suoi ”nani certe discutibili battute se le risparmi e cerchi di confrontarsi di più con gli altri ».


Eugenio Garzotto


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