28 Novembre 1999
Nel corso del dibattito organizzato dai Ds sul futuro di Abano emerge la netta spaccatura tra i due gruppi
Progetto fusione, albergatori contro
Sabbion avverte: « Potremmo pensare ai clienti di Montegrotto »
ABANO.
Le associazioni alberghiere di Abano e Montegrotto sono ai ferri corti. Una denuncia avvenuta dal responsabile degli imprenditori aponensi Massimo Sabbion nel corso del convegno dei democratici di sinistra imperniato sul futuro della città. E più specificamente sul progetto di unificazione. « I colleghi di Montegrotto non hanno ben compreso ha detto Sabbion, riferendosi allassociazione guidata da Pierlivio Mattiazzo che si può generare un processo di allontanamento soprattutto nella nostra categoria. O si procede assieme oppure si entra in rotta di collisione: finora labbiamo evitata. E chiaro però, nel caso non andasse in porto la fusione, che ci farebbero gola i clienti ora ospitati negli alberghi di Montegrotto ». Massimo Sabbion, il cui mandato di presidente è in scadenza, non sarebbe incline a riproporre la propria candidatura. Sarà però «costretto » a farlo, vuoi, secondo i suoi colleghi aponensi, per i meriti acquisiti in tale veste, e per mancanza di valide alternative. Sabbion sicuramente è molto preso e ripagato dalla presidenza del consorzio. Le diatribe con lassociazione Albergatori di Montegrotto non sembrano vertere solo sullopposta visione che hanno del progetto di fusione. Certo che il pronunciamento pubblico di ieri a favore di questa ha trovato orecchie attente nel sindaco di Abano, Cesare Pillon, che a sua volta si è rivolto al Polo delle libertà per dare vita ad « un cartello unico di programma su cui costruire il futuro di Abano. Non è pensabile ha anche detto Pillon che il Polo delle libertà, non rappresentato in consiglio comunale ma che ha il 30% della rappresentanza nel nostro Comune, non ragioni su questo tema, Innalziamo il dibattito. Se il Polo non affronta questo tema, ha concluso rivolgendosi a Marino Massarotti, il più votato esponente territoriale del Polo nellultima tornata elettorale , corre il rischio di chi non avendo mai avuto una grossa auto una volta che ne è alla sua guida finisce nel fossato ».
Sandro Bianda
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