27 Novembre 1999


Fusione Abano-Montegrotto

I vertici del Polo delle libertà accusano Pillon e Cognolato

Abano


Il Polo delle libertà non sposerà tesi preconcette ma rispetterà la volontà dei cittadini. Una posizione di attesa quella che sembra assumere nei confronti del progetto di fusione dei comuni Abano e Montegrotto emersa nel dibattito pubblico del Kursaal al quale hanno preso parte Andrea Cosentino (Forza i Italia), Salvatore Morello (An) e il consigliere regionale Antonio De Poli (Ccd). “ Abbiamo elementi per affermare che lo studio di fattibilità commissionato all’Università di Padova dalla Regione, a differenza di ciò che dicono i due sindaci Pillon e Cognolato, non solo non offre riferimenti positivi per la fusione ma ne dà molti altri che vanno in senso opposto” afferma Cosentino. Su quali basi fondi le sue convinzioni il coordinatore aponense degli azzurri è presto detto. Il voluminoso studio prodotto dal prof. Buratti viene suddiviso in tre distinte parti da Cosentino. La prima è essenzialmente economica. I 900 milioni annuali che verrebbero risparmiati, 733 per un impiego più razionale del personale dell’Amministrazione generale e 60 dall’unificazlone del Centro elaborazione dati vengono contestati dal forzista. « Lo studio assicura ché le ricerca non propone il licenziamento di alcun dipendente. Non c’è alcun risparmio invece perché sottraendo un costo di un settore da una parte per trasferirlo in un altro per i cittadini significherà comunque dover sborsare sempre gli stessi soldi ». L’aspetto fiscale. « La fusione porterà inevitabilmente a far pesare di più i servizi ai cittadini di Montegrotto – afferma Cosentino – perché quelli di Abano, che ha più abitanti, pagano di più e tagliare anche un 1% al Comune di questa città creerebbe inevitabilmente un buco di bilancio da non essere sopportato ». L’aspetto, infine, termale. « Come fa lo studio ad affermare che bisogna puntare su altri settori economici quali il commercio, industria, artigianato – si chiede Cosentino – è un controsenso visto che vogliamo diventare il più grande bacino termale del mondo ». Il coordinatore degli azzurri conclude: « Ci siamo perciò proposti di sentire i rappresentanti delle categorie produttive. Contatteremo la gente. E poi, prima della data di consultazione referendaria, ufficializzeremo la nostra posizione ».



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