26 Maggio 1994


Pubblico di addetti ai lavori al convegno della Provincia, ma le Due Carrare fanno tendenza.

“Fusione fredda” a1 Kursal


ABANO – Pubblico di addetti ai lavori ieri mattina al Kursal per un convegno dal titolo lungo e complesso, semplicemente dedicato alla «fusione» fra Comuni. L’assessore Cantelli porge i saluti e il segretario Bartolomeo presiede. La Provincia ha fatto la sua parte, tocca al consigliere regionale del Pds Elio Armano introdurre. E’ il primo firmatario della proposta di legge che dal 1991 ipotizza la «fusione termale». Un’idea che ha avuto meno successo della Grande Padova di lvo Rossi, che perd non disegna vignette... Armano insiste sulla necessità de1 coordinamento e sugli scenari nuovi aperti dalla legge l42. Anche nelle Terme, decisivo è “il govemo del territorio” insieme alla gestione dei servizi. Sono, del resto gti aspetti trattati dal punto di vista giuridico dal professor Mario Bertolissi, docente di Diritto Pubblico: «Spetta alla Regione comunque procedere alla modifica dei confini territoriali dei Comuni. Al limite indipendentemente dalla “volontà Popolare”. Ma nella fusione fra Enti vanno bilanciati valori e interessi, alla luce del criterio di economicità nella gestione dei servizi».. Affascinante, invece, la ricostruzione storica di Paoio Ghedina. II direttore della Biblioteca di Abano ha preso le mosse dal «villaggio ohmpico» dei romani ed è planato fino ai tre milioni di presenze turisliche dei giomi nostri. Da meditare, grazie a Ghedina, l’atto di separazione fra Abano e Monte- grotto (più Battaglia): c’erano tre colli, furono costruiti altrettanti caastelli per difendere i feudi. Come adesso? Due, invece, le Carrare pronte a diventare finalmente un solo Comune. Si aspetta che Venezia fissi la data del referendum (dopo l’estate...), in modo da dimezzare la rappresentanza istituzionale eleggendo un unico sindaco con il nuovo sistema. Oriella Burattin e Angelo Gomirato – primi cittadini rispettivamente di Carrara Santo Stefano e Carrara San Giorgio – hanno raccontato l’esperienza di progressiva fusione. E Giorgio Salvan, presidente dell’Unione dei due Comuni ha elencato i vantaggi dell'esperienza: «Un consorzio ha costruito la scuola media unica, mentre in- sieme abbiamo gestito la biblioteca e gli impianti sportivi. Le Amministrazioni hanno uno statuto unico e, insieme, è etato promossa il gemellaggio della settimana scorsa con i francesi. Adesso stiamo affrontando la questione della metanizzazione...».


di Ernesto Milanesi



Le ragioni dell'unificazione.....

“Insieme si tutela meglio la risorsa-termalismo”.


ABANO – Per Cesare Pillon, convincere della bontà della “fusione termale” è anche una questione di numeri: «Abano e Montegrotto hanno un territorio esiguo, rispettivamente 22 e 12 km quadrati ed una densità letteralmente fuori da ogni parametro: 600 abitanti per km quadrato. Un raffronto? Eccolo. Chianciano si estende su 79 km quadrati e ha circa 7000 abilanti; Salsomaggiore ne ha 19 mila, ma conta su 92 km quadrati». Ragiona a voce alta il sindaco di Abano, anche se a volte l'eco delle parole si perde nel deserto abitato dai miopi. «Oggi le Amministrazioni devono, per forza, curare il territorio nel senso di metterne in luce le qualità. ll Parco Colli ci ha fornito il pretesto per coniugare termalismo ed ambiente. L’alternativa è l’assassinio delle risorse». Le ragioni delI’unificazione con Montegrotto? Nei fatti, per Pillon: «Come nel caso del distretto sanitario dell’Usl. Poi si possono fare, subito accordi di programma: ufficio tecnico, vigili urbani, servizi sociali e culturali gestiti unitariamente nelle terme. E poi perchè non pensare ad un Prg redatto insieme con cui affrontare i nodi della viabilità!». Pillon fa i conti con i bilanci comunali ridotti all’osso mentre i cittadini-contribuenti sono già spremuti: «Dobbiamo continuare con il trasporto scolastico che costa 140 milioni per 80 bambini? Meglio regalare una Cinquecento... Oppure a spendere 15 milioni per uno spettacolo che viene visto da un centinaio di persone? .Meglio portarli alla Scala. Identita e bisogni simili due Comuni ancora distinti? «Anche se i tempi saranno lunghi e anche se ci sarà sempre chi non è d’accordo, i problemi restano immutati al di la dei campanilismi: rifiuti, acque, trasporti, gestione del territorio. E i cittadini delle Terme li vogliono risolti dagli amministratori. Come bisogna comunque misurarsi con la crisi del settore alberghiero” conclude il sindaco di Abano.


....e le critiche di chi si oppone.

“La gente si è stancata di pagare i vostri conti”.


ABANO – Giuseppe Gallo, reduce dal viaggio in treno da Roma, si siede e mette le mani avanti: “Abano e Montegrotto sono due citta che s’intrecciano a coda di rondine. L’unificazione è a portata di mano, però è una questione scottante a Montegrotto. Io non sono un politico, faccio il sindaco da un anno forse per caso. Sono un semplicione e non sono nato a Montegrotto”. II sindaco-notaio ricorda come il suo consiglio abbia bocciato (un solo astenuto) la «fusione» proposta da Abano, come del resto era gia accaduto con l’Amministrazione precedente. «Sono rimasto tanto sorpreso da organizzare un’assemblea pubblica. La scuola Nievo era strapiena di gente. Quattro ore di dibattito. Alla fine, per alzata di mano, 3 favorevoli e 122 contrari...”. Gallo sintetizza le ragioni dei suoi cittadini: “Dicono che Abano ha scaricato i suoi problemi di viabilita su Montegrotto. Il ponte di Mezzavia, vecchio di 900 anni, è un imbuto: due auto insieme non ci passano. Poi c’è la stazione ferroviaria di Mentegrotto; diventata Terme Euganee: il passaggio a livello resta abbassato 17 ore e 40 minuti al giorno. Ancora: la circonvallazione, poi bloccata, che doveva passare per due conventi, una chiesa, 14 case e due alberghi». Insomma, a Montegrotto non vogliono pagare il prezzo dei benelici di Abano. Ma il sindaco si mostra conciliante. «Con Pillon, abbiamo risolto il problena dd distretto unitario. Ora vedremo con gli altri. Ma le terme devono restare ben distinte da Padova, come qulle di Caracalla nell'antica Roma». Finale con spiccioli di constatarioni: «Veneria e Mestre che ai vogliono separare per ben tre volte non ci sono riuscite. Qui si vuol unificare Abano e Montegrotto: vediamo, parliamo, verifichiamo. Poi magari facciamo un convegno, ma a Montegrotto...».

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