23 Gennaio 1999


L’opinione del mukeo di Montegrotto. Fusione inevitabile

« Ci sarà un solo grande comune »

di Sandro Bianda

Montegrotto


« Com’è bella la città » cantava Giorgio Gaber quando i teleschermi trasmettevano immagini solo in bianco e nero. Quella disegnata dal sindaco di Montegrotto Elvio Cognolato è una grande realtà, termale, popolata da 30.000 residenti, con circa 5 milioni di presenze turistiche. Ma soprattutto un’unica città, raccolta fra un decennio sotto un campanile comune. Una città nella quale il turista potrà trovare qualità dell’ambiente, ideale per cure e relax, dotata di un paio di parchi termali, altrettante isole pedonali, piste ciclabili, una serie di realizzazioni per risolvere il problema delle grandi direttrici di traffico, perfino case-alloggio ipotizzabili per strutture alberghiere che non rinuncino alla propria destinazione primaria termale. Ma come sarà possibile questa unica grande città termale? « Abano e Montegrotto non potranno sfuggire al loro destino. Se non faranno la fusione, ci verrà comunque imposta. Dirò di più: sarà una città che comprenderà anche Battaglia e Torreglia ». ll sindaco sanpietrino non è certamente incline a facili ottimismi perciò c’è da credergli quando visualizza quello che sarà il primo decennio del terzo millennio per il bacino termale euganeo. « Avremo due grandi parchi delle terme. Quello che si appresta a realizzare Abano e il nostro. Quest’anno partiranno intanto la ristrutturazione e il restauro di villa Draghi per un impegno di spesa di 2 miliardi e 250 milioni. All’interno di questo edificio sono previste sale prevalentemente ad attività museale e spazi d’incontro. Quel grande polmone diventerà vero parco delle terme. Con un onere di 100 milioni, alla metà dei quali contribuirà l’Ente Parco Colli, recupereremo l’ampia area attorno alla villa, ripristinando sentieri e pulendo il sottobosco. Una cooperativa sociale, con altri 50 milioni, si farà carico della sistemazione, sfalcio e mantenimento delle aree verdi e della custodia del parco. Sul restauro del cubo della villa, sto percorrendo una buona strada per trovare una fonte di finanziamento. La ristrutturazione del rustico farà da volano. Tra qualche anná riutilizzeremo percià tutto il complesso di villa Draghi ». Cognolato non stacca i1 dito dal tasto dell’ambiente, anzi si appresta a far suonare altre note melodiose. « Montegrotto avrà la sua isola pedonale. L’anno scorso abbiamo fatto solo un esperimento, per altro non positivo. Ora abbiamo in bilancio la partenza del primo nucleo di pedonalizzazione delle aree a ridosso di scàvi termali, palazzo del turismo, biblioteca, Butterfly Arc. Non chiuderemo semplicemente una strada, via degli Scavi, provvederemo a darle un adeguato arredo urbano ». La Montegrotto che verrà « offrirà qualità dell’ambiente, portando fuori dell’ambito d’interesse termale e turistico le grandi correnti di traffico attraverso il prioritario completamento della circonvallazione, che passa sotto villa Draghi, per darle sbocco

sulla statale 16 Adriatica. Il manufatto viario allontanerà il traffico pesante diretto alle zone artigianali e industriali di Montegrotto e Torreglia ». C’è un altro aspetto ambientale che sta a cuore a Cognolato: « Piste ciclabili e pedonali. ll nostro territorio dovrà esserne ricco specie sul versante dei Colli Euganei. E poi una maggiore pulizia di strade e piazze, miglior smaltimento di riuniti e di acque termali, un assetto urbanistico più curato partendo dall’abolizione delle barriere architettoniche ». il sindaco di Montegrotto non dimentica di essere un medico ed estende lo sguardo anche ad altri aspetti. « Bisognerà essere competitivi sul piano scientifico, producendo ricerche dalle quali trarre informazioni da divulgare nei simposi internazionali. Occorre valorizzare le risorse del nostro fango, delle acque termali, creare la figura del medico termalista che opera nell’interno delle strutture termali, per seguire le cure in modo più professionale con l’ausilio di una cartella clinica>>. Sul fronte dell’occupazione il sindaco si mostra invece preoccupato: « Occorre qualificare il lavoratore che deve comunque essere prima formato e poi aggiornato. Sono partiti, fortunatamente, alla scuola alberghiera Pietro d’Abano lc lezioni di terapia termale. D’accordo, la bontà delle cure, ma per la loro applicazione ci vorrà sempre la figura di un professionista specializzato ». Cognolato guarda lontano, oltre la vocazione termalista del bacino, quando non si scandalizza nel sentire parlare di strutture termali da riconvertire in case alloggio o in residenze protette per anziani: « Mi sembra si tratti di un’evoluzione naturale, pensare ad alberghi che offrano anche questo servizio a persone in grado di pagarlo: la popolazione invecchia e vuole invecchiare bene. E’ una risposta sociale. Questa, per dirla col collega Pillon, è la sfida del terzo millennio. Se la perdiamo, finiremo col cronicario ».

Hosted by : Eulogika Software House per Vicenza e Padova