Lavoro su campo.
Il problema della fusione.
Analisi delle politiche.
Il nostro sito.
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Lavoro su campo.
Largomento di cui ci siamo occupate riguarda le problematiche relative la Fusione fra i Comuni di Abano e Montegrotto Terme, come base di definizione della più grande realtà termale dEuropa.
I nostri studi sono iniziati con una ricerca cronologica attraverso la rassegna stampa dello scorso anno fino ad arrivare a quella dei giorni nostri, da cui è emersa la sequenza dei fatti che ci ha portate alle prime considerazioni.
Successivamente abbiamo raccolto libri, studi e discorsi fatti a congressi relativi la fusione, rivolgendoci a tutti i soggetti addetti e interessati allargomento preso da noi in esame.
Ottenuto tutto il materiale necessario per una vera e propria analisi del problema abbiamo dato vita a degli elaborati nei quali abbiamo cercato di mettere in evidenza le nostre riflessioni e quelle che secondo noi potevano essere delle soluzioni intelligenti.
Lo sviluppo delle vicende ha avuto come primo evento la proposta di legge fatta nel 1991, avente come primo firmatario lallora consigliere regionale del Pds Elio Armano.
La proposta di Elio Armano aveva origini piuttosto lontane nel tempo. Partiva dagli eventi della caduta del Muro di Berlino e della fine del Regime Comunista nei paesi dellEst, a cui dopo il 1989 aveva seguito un offerta turistica e soprattutto un offerta turistica di tipo termale che aveva coinvolto tutta lEuropa. Questultima aveva trovato una veloce ripresa, per quanto riguardava i paesi dellest, a causa del contributo economico da parte di società di investimento tedesche nei confronti di vecchi impianti, che però portò ad uno scontro con la realtà termale di Abano e Montegrotto, che era del tutto impreparata a un tale evento.
La riprova del fenomeno era stata data da tutte quelle statistiche fatte confrontando i vari impianti termali dEuropa, dalle quali emergeva che ad esempio gli impianti termali della Baviera avevano avuto un aumento fino ad arrivare quasi a trentun milioni di presenze allanno, fenomeno che non era avvenuto ad Abano e Montegrotto.
Le statistiche avevano fatto capire quindi che la concorrenza nel mercato termale era oramai spietata e quindi lidea di portare allistituzione di un nuovo comune nato dalla fusione di due, avrebbe portato grossi vantaggi in ogni settore, soprattutto quello economico, con la possibilità quindi di rimettere in gioco tutta la realtà termale Aponense.
La prima proposta di legge era nata in seguito ad un dibattito che lo stesso Elio Armano aveva avuto con il Sindaco di Abano, Cesare Pillon, ancora oggi in carica. Questultima però non fu un successo se paragonata a quella che più tardi nel 1994 venne presentata da Ivo Rossi: proposta di legge n 193 per listituzione del Comune denominato Abano-Montegrotto, che si rifaceva alla legge regionale 24 Dicembre 1992 n 25.
Per dare effettivo successo alla proposta di legge si sarebbero dovuti fare degli studi di convalida alleffettiva validità della proposta, consentendo così alle due amministrazioni di valutare anche la fattibilità dellintervento, analizzando tutte le possibili soluzioni e tutti i vantaggi nati dalla proposta.
Questi studi però non furono realizzati al momento di opportuna verifica di validità della proposta ma in seguito, quando circa un anno fa subentrò la necessita di lasciare più tempo, di preparazione al referendum, al comune di Montegrotto non ancora totalmente sicuro di aver fatto una giusta e abbastanza ampia propaganda.
Così proprio circa un anno fa con il DGR n 3621 del 6/10/98, fu affidato al Dipartimento di Scienze Economiche dellUniversità di Padova il compito di concorrere con il Gruppo Interdisciplinare Regionale allo studio degli effetti della fusione sui due Comuni, consentendo, come era previsto, al Comune di Montegrotto di riflettere e organizzare un migliore approccio con i cittadini, in modo tale da poter conseguire ad un consenso generale, che in vista delleventuale e possibile referendum avrebbe potuto portare a buon fine la proposta di legge. In questo modo, come ci ha detto il Sindaco di Abano, attraverso lo studio sulla fusione si riuscìa ritardare il più possibile lo stesso referendum.
Il Dipartimento dovette lavorare in modo tale da poter dar vita alla redazione di un elaborato dai contenuti prevalentemente tecnici, trattando a nostro avviso, ma non solo, in modo un po troppo ampio laspetto economico ed evidenziando la tematica molto interessante relativa alle modificazioni urbanistiche a cui si sarebbe potuto dar vita. Questa impostazione però ha finito con il lasciare, sempre a nostro avviso, troppo scoperti quegli argomenti cornice al principale, come ad esempio laspetto sociale, che però sarebbero stati di notevole importanza.
Il mandato al Dipartimento di Scienze Economiche per la redazione dello studio sulla fusione fra i due Comuni portò la stampa ad esporre le riflessioni generali mediante le quali il mandato compariva come una copertura allormai fallito progetto di costituzione delle Grandi Terme. Di seguito sembrò che il Comune di Montegrotto avesse dichiarato un dietrofront, non confermato però dal sindaco di Montegrotto durante lintervista da noi fatta.
Nellavvicendarsi degli eventi avvenne una continua costituzione di comitati pro e contro che cercarono di fare propaganda delle loro idee a livello comunale, anche attraverso la stampa. Proprio a seguito di questi eventi la rassegna stampa si occupò dellintervista di alcuni cittadini del Comune di Montegrotto raccogliendo delle dichiarazioni per niente confortanti. Così dalla cosciente riflessione dei soggetti politici, sulle idee dei cittadini, lunica soluzione che appari sensata sembrò quella di posticipare il referendum.
A seguito dello studio del Dipartimento di Scienze Economiche dellUniversità di Padova ricominciarono le polemiche della cittadinanza nei riguardi dellamministrazione locale e delle idee da essa portate avanti.
Solo nellAprile dello scorso anno si propose di sottoporre alla cittadinanza un documento congiunto che prese il nome di Alleanza per il Futuro nel quale vennero messi in evidenza tutti quei vantaggi che dal punto di vista economico sembravano avere una certa rilevanza.
Si ricominciò nuovamente a parlare della posticipazione del referendum, in quanto le proteste provenienti dei comitati nati contro la fusione dei due comuni non intendevano cessare. Si tentò allora di insistere su quei fenomeni che sembrava potessero convincere lintera popolazione sulla fattibilità del progetto, ma questo non portò nientaltro che al ripensamento sulla fusione per dar vita ad una unione.
Dal mese di Febbraio di questanno largomento è andato via via scomparendo, ma il sindaco di Abano durante lintervista da noi fatta ha dichiarato che presto il silenzio cesserà per dar vita ad una giusta informazione in preparazione del referendum che si terrà nel mese di Ottobre di questanno.
Il problema della fusione.
A seguito delle ricerche effettuate e del materiale raccolto la nostra analisi si è fissata in primo luogo nel motivo, alle cui spalle si nascondeva la mancata volontà di portare a termine il progetto di fusione. Era necessario quindi cominciare a capire quale fosse il luogo ideale da cui far partire, non più unindagine di tipo cartaceo, ma una che arrivasse più in profondità nel cuore dellargomento mettendo in evidenza il problema che non aveva ancora portato ad una conclusione positiva.
Parlando con i Sindaci di Abano e Montegrotto, con il responsabile della biblioteca di Abano, con il responsabile della sezione provincia del Mattino di Padova, e, confrontando quanto emerso, con lintervista fatta alla segretaria del Sindaco del Comune di Due Carrare, le motivazioni emerse sono state moltissime.
È emerso che con lattuazione della fusione verrebbe a cambiare la consistenza demografica che il Comune acquisterebbe, circa 30.000 abitanti, e quindi si verrebbero a introdurre problematiche che assumerebbero, dal punto di vista del controllo, unimportanza non indifferente. Questo rappresenterebbe uno dei motivi per il quale sarebbe necessario mantenere, data lestensione del territorio e del numero degli abitanti, due entità comunali staccate anche dopo la fusione. Questo fattore si presenterebbe però del tutto innovativo rispetto alle esperienze di fusione che si sono avute fino a questo momento e che hanno interessato la provincia: come ad esempio il comune di Due Carrare e quello di Portoviro per i quali lunificazione di ununica sede comunale era stata facilitata dal minor numero di abitanti residenti.
In oltre nella situazione attuale dei fatti si verrebbe a realizzare un progetto nel quale il coinvolgimento della cittadinanza apparirebbe solo in parte, in quanto questultima nel corso del tempo non è stata opportunamente coinvolta e non opportunamente informata.
E proprio linsufficiente o per nulla avvenuta informazione, ci riferiamo ai periodici locali consegnati nelle singole abitazioni o a disposizione del pubblico rivolgendosi alle biblioteche o agli uffici comunali, hanno fatto si che lidea di fusione diventasse ogni giorno di più un argomento a cui disinteressarsi, non andando a mettere in atto neppure sotto forma di quartiere una propaganda favoritistica nei confronti dei cittadini, ma soprattutto non creando opportune strutture in grado di accogliere tutti quei cittadini che in un qualche modo fossero stati interessati allargomento e coinvolgendo così la cittadinanza attraverso una raccolta diretta di spunti, opinioni, proposte e quantaltro, sfruttando ogni occasione, accennando e impostando concretamente il discorso fusione.
In fine è intervenuta anche la scarsa convinzione da parte dei promotori della vicenda e dei dipendenti delle stesse amministrazioni, i quali hanno preferito prendere posizioni che evidenziavano problematiche campanilistiche non indifferenti, ovviamente da collegate al prestigio e alla cultura del luogo troppo legati alla campagna e alla struttura alberghiera che poco si adattano ad una nuova situazione in grado di includere in modo attivo molti personaggi.
A questo motivo si aggiungerebbe anche la paura, per altro motivata, della perdita del posto di lavoro, conseguenza di una fusione che andrebbe a dimezzare le occupazioni allinterno delle amministrazioni comunali e anche in quei casi di associazioni che verrebbero unificate in una unica. Appare anche evidente che in una situazione come questa il sopravvento del comune di Abano su quello di Montegrotto serebbe inevitabile: questo perchè il primo, costituito di un numero maggiore di abitanti, riuscirebbe a incidere in maniera più forte a riguardo della suddivisione delle cariche anche in caso di elezione.
A tutte queste motivazioni si aggiunge anche il sospetto, per altro fondato, che il modo di affrontare la questione da parte soprattutto del Comune di Abano sia stato incentrato fortemente dal punto di vista politico non lasciando quindi spazio a tutta una serie di aspetti per nulla insignificanti.
Nasce quindi da questi presupposti la netta convinzione che dalla fusione dei due comuni trarrebbe vantaggio ancora una volta o piuttosto unicamente il Comune di Abano anziché quello di Montegrotto. Il problema però, come ci ha fatto capire anche il Sindaco di Abano non è definibile in questi termini, in quanto attualmente, il territorio con più difficoltà, apparirebbe quello di Montegrotto, che quindi sarebbe in grado di trarre maggiori vantaggi. La situazione si verificherebbe proprio perchè Montegrotto ai giorni attuali assume dal punto di vista del rinnovo delle strutture uno stadio oramai fermo a dieci anni fa.
La conferma di tutta questa serie di problemi appare della sottovalutazione della questione da parte di molti a causa delle scarsa partecipazione, ma soprattutto a causa dellincapacità di far leva su strutture e associazioni già esistenti, una su tutte i Consorzi, che dovrebbero essere strutturati per essere alla portata di tutti. Questo però come sappiamo non è mai avvenuto, perché anziché puntare sul consenso della cittadinanza proponendo dei consorzi che avessero come presupposto la vita di tutti i giorni dei cittadini, si è puntato su consorzi che incentivassero eventi culturali per turisti o comunque per esterni al comune.
Attualmente, a noi sembra, che la fusione si trovi in una situazione di stallo a causa di una mancata capacità, come già detto, da parte delle amministrazioni locali, di approfondimento della struttura dellevento al fine di realizzare concretamente lobiettivo.
In generale, partendo da quelle che sono state le diverse posizioni assunte dai componenti che più hanno avuto voce in capitolo in relazione alla questione, e quindi a nostro avviso oltre le amministrazioni anche le Associazioni Albergatori, sembra emergere che in una situazione di fusione anche le attività economiche finirebbero, pur dovendo cambiare marginalmente la struttura, con avere grossi vantaggi dal punto di vista economico.
Soggettivamente a noi pare che la strada per la fusione sia una strada lunga e tortuosa, soprattutto perché le amministrazioni comunali presi in esame a nostro avviso non sono state ancora in grado di raggiungere un livello di maturazione tale da poter concretamente portare a termine lobiettivo che si erano prefissate.
Ciò che emerge nuovamente a convalidare una possibile fusione, sono i presupposti e le strutture che Abano e Montegrotto hanno in comune: in primo luogo ununità economica che fa di entrambi un fulcro abbastanza importante con la cura attraverso il fango; in secondo luogo ununità territoriale che si esprime con una continuità di edificato, che non rende visibile la saparazione nel territorio data dal confine comunale se non attraverso la normale segnaletica di confine.
E ancora unultima convalida è quella della condivisione di alcune funzioni come la stazione ferroviaria, quella di Terme Euganee, il casello autostradale, etc, a cui si vanno ad unire la polizia municipale dislocata a Montegrotto, e la stazione dei carabinieri ad Abano, le strutture sanitarie come la casa di cura e lULSS.
Tutti questi fattori fisici riconducono la nostra analisi a quella che è la vita di tutti i giorni, in cui cittadini e turisti sono costretti a spostarsi indistintamente ad Abano piuttosto che a Montegrotto dimostrando che la vera divisione dei due comuni esiste solo a livello di cartografia.
Analisi delle politiche.
Partendo dai presupposti fin qui elencati abbiamo potuto elaborare una strategia al fine di determianare unipotetica soluzione alla possibile fusione, che tenga conto a nostro avviso di tutti gli aspetti di cui abbiamo parlato e che dia largo spazio alle persone, allopinione generale e alle esperienze condivise.
A nostro avviso la strategia del consenso avrebbe dovuto seguire alcuni punti principali come ad esempio:
Far leva sulle collaborazioni già in atto, e crearne di nuove, in modo tale che quelle già esistenti e predisposte soprattutto ai turisti non diventino le uniche, ma che soprattutto i cittadini, quelli cioè che arrivando ad un referendum porterebbero o ad un esito positivo o negativo, possano usufruirne nella vita di tutti i giorni.
Porre la questione in modo tale da mettere in risalto la valenza sociale, limportanza della componenti sociali, creando opportuni spazi dascolto, ampliando le occasioni dincontro.
Creare le condizioni affinché le due amministrazioni sia poste in condizioni tali da unire concretamente i sevizi in modo tale che anche qualora dopo le elezioni, vi fosse un cambiamento nella composizione politica dellamministrazione, non sarebbe necessario ricominciare tutto dallinizio portando quindi in tempi brevi alla fusione.
Fare in modo che la popolazione si trovi in condizioni tali da poter capire quanti vantaggi si possano trarre da questo evento, non mettendo la questione solo sotto laspetto puramente economico, ma convincendoli che gli eventuali risparmi prospettati dalla ricerca diventerebbero capitale investibile in servizi per il cittadino.
Divulgare levento fusione attraverso esempi concreti, e quindi attraverso il coinvolgimento di altre realtà che per prime hanno sperimentato la fusione, una su tutte lesempio relativamente recente di Due Carrare, esponendo quali problemi si siano dovuti affrontare e quali vantaggi si siano ricavati da questesperienza.
Usare mezzi in grado di consentire il raggiungimento delle famiglie, arrivando realmente nelle case della gente.
Creazione di tutte le condizioni possibili al fine di innescare un processo di curiosità e di approfondimento dal quale poi partire per uninformazione su vasta scala, chiarendo alle persone quali servizi e tipi di amministrazioni verranno unificati attraverso la fusione, non andando però a pregiudicare lefficienza degli uffici e le mansioni che svolgeranno.
A noi sembra in ultima istanza che dal nostro lavoro emerga labbandono, confermatoci dal Sindaco di Montegrotto, di una strada abbastanza lunga, fatta di consorzi e collaborazioni fra i due comuni, lasciata per passare ad una più breve di informazione e di un successivo referendum, che però non è stata la più opportuna ad arrivare concretamente alla fusione
Nella totale mancanza della partecipazione popolare, la questione ha finito con lessere trattata in modo asettico, non riuscendo da parte delle due amministrazioni dessere in grado di far capire limportanza della questione, lasciando troppo spazio alla componente economica e non considerando purtroppo lugualmente importante componente sociale.
Il nostro sito.
Contemporaneamente alle ricerche da noi effettuate abbiamo montato un sito internet suddiviso in due settori: una parte aperta al pubblico facente parte di un sito internet personale nel quale è stato accennato largomento fusione ma dal quale si potevano ricavare unicamente dei messaggi via e-mail relativi alle considerazioni personali degli utenti riguardo largomento; una seconda parte ad accesso limitato con lintero lavoro da noi svolto.
La parte pubblica del sito non ha portato a nessuna conclusione. La parte ad accesso limitato labbiamo invece utilizzata come pubblicità al nostro lavoro, rivolgendoci ai soggetti interessati alla fusione, al fine di poter ricavare tutto il materiale a noi necessario.
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Il sito a nostro avviso potrebbe essere utile al fine di creare un circuito informativo senza alcun fine politico o partitico e senza lassunzione soprattutto di idee di parte rispetto allargomento.
Attualmente il sito, intestato a Lipomano Alessandra, è registrato sotto diverse voci quali: fusione, Abano, Montegrotto, etc., e proprio questo ci ha fatto capire che, affinchè il sito venga visitato è necessario introdurre caratteristiche di tipo più generale, anziché specifiche, e che probabilmente la fascia di utenti interessati alla fusione attraverso ricerca internet non è molto ampia.
Nel cd allegato alla relazione è possibile prendere visione del sito così comè apparso via internet, e trovare raccolte le interviste, i documenti da noi recuperati e tutto ciò che a noi è sembrato più significativo introdurre.
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